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Iniziare il nuovo anno con i buoni propositi: come riuscire a perseguirli?

Un approfondimento dalla nostra psicologa Dott.ssa: Greta Morstabilini.

Quali sono i tuoi buoni propositi per il nuovo anno?

Il mese di Dicembre è spesso tempo di resoconti, bilanci finali, auto– osservazione e analisi di costi–benefici.

Ci si sente fortunati per quanto di buono si è raccolto, soddisfatti per un investimento andato a buon fine, grati dell’affetto ricevuto, compiaciuti per gli obiettivi raggiunti, fieri di una buona azione compiuta…

Di contro ci si accorge che forse, a posteriori, sarebbe stato opportuno investire più risorse in alcune attività, dedicare tempo alle persone vicine, stringere i denti per raggiungere l’obiettivo, cogliere quell’opportunità, ascoltare il pensiero o l’emozione che pervadeva quel momento…

Si conclude un anno che, nel trascorrere, talvolta ha disperso il suo valore nella frenesia degli attimi, nella quotidianità. Ed è proprio nel momento del saluto di questi mesi che, spesso, ci fermiamo a riflettere su ciò che avremmo piacere di ripetere, migliorare, cambiare, accogliere, sperimentare con l’arrivo dell’anno nuovo.

Ecco quindi che stiliamo un elenco di buoni propositi, ambizioni e aspirazioni legate a ciò che vorremmo essere, diventare, a come vorremmo affrontare nuove o vecchie sfide nel corso dei mesi a venire.

Nel fare ciò è importante considerare le potenzialità di realizzazione dei nostri propositi, valutare le risorse personali che abbiamo a disposizione, comprendere il valore reale che assume per noi quell’obiettivo, stanziare delle aspettative di successo.

In altre parole, affinché i propositi stilati vengano effettivamente considerati, è necessario accedere alla motivazione.

Da essa dipendono l’innesco, l’ampiezza, l’intensità, la durata, la cessazione di un
comportamento. Per motivazione si intende quindi uno stato interno che attiva, dirige e mantiene nel tempo un nostro comportamento, solitamente finalizzato a realizzare uno scopo.

Che cosa sono i buoni propositi?

È possibile compiere una distinzione tra:

  • motivazione primaria: biologica e connessa al soddisfacimento di bisogni fisiologici primari;
  • motivazione personale– sociale, secondaria: legata al soddisfacimento di bisogni appresi culturalmente o derivanti dall’apprendimento.

Sarà soprattutto quest’ultima a determinare la buona riuscita degli obiettivi che siamo soliti porci a inizio del nuovo anno. Affiancata indubbiamente da altri fattori quali, ad esempio, la considerazione che abbiamo di noi stessi (autostima) e la percezione delle nostre capacità personali (autoefficacia).

Come possiamo mantenere alta la motivazione nel corso del tempo?

1. Scriviamo i nostri propositi su un foglio.

Una volta concluso, rileggiamoli chiedendoci se effettivamente tutti quanti siano per noi importanti, se abbiano un valore.

Interroghiamoci sulla natura dell’obiettivo: è importante per me oppure per qualcun altro? Sentirci coinvolti attivamente in questo processo è fondamentale per la buona riuscita dello stesso. Tutto ciò che percepiamo come lontano dai nostri interessi, o costretto dal volere di qualcun altro, rischierà di rimanere nella lista senza che venga seguito.

Potenzialmente questo processo potrebbe portare a un senso di frustrazione e non, al contrario, alla percezione di successo.

2. A questo punto è importante considerare l’effettiva realizzabilità dei nostri propositi.

Sentiamo di avere sufficienti energie per affrontare il cambio di impiego? Crediamo di poterci affidare a un professionista per intraprendere una dieta dimagrante?

Percepiamo di riuscire effettivamente a organizzare il nostro tempo per dedicare qualche ora in più a nostro figlio? Siamo davvero disposti a condividere i nostri pensieri anche a costo di ferire chi ci sta attorno?

Perché un obiettivo sia realizzabile dobbiamo considerare il tipo di impegno che ci richiederà in termini di tempo, energie, organizzazione, risorse economiche, coinvolgimento emotivo, progettazione…

3. Precisi e misurabili: i nostri obiettivi avranno bisogno di concretezza.

“Dedicare più tempo a me stesso” cosa significa? Potrebbe riguardare l’investire delle ore per imparare una nuova lingua, praticare un nuovo sport, leggere più libri, avvicinarsi a un nuovo hobby, aumentare la propria vita sociale, praticare meditazione, fare volontariato, dormire più ore durante la notte…

È importante che ciò che vorremmo raggiungere sia definito al meglio, affinché possiamo focalizzare le nostre energie su un raggio di intervento contenuto, preciso. Laddove sia possibile, sarebbe bene quantificare il nostro obiettivo, questo consentirebbe di misurarne i progressi intermedi.

4. Individuiamo delle tappe intermedie.

Potrebbe risultare fondamentale scomporre l’obiettivo finale in più passaggi intermedi, che favoriscano il monitoraggio dell’andamento lungo il percorso. Questo punto viene spesso sottovalutato, in realtà scomporre l’obiettivo aiuta a focalizzare il primo passo da compiere, alleggerisce la fatica percepita lungo il cammino, rende quindi più semplice perseverare nell’impegno.

Riuscire a raggiungere i sotto–obiettivi, inoltre, aumenta la percezione di autoefficacia e mantiene alta la motivazione.

5. Diamoci una scadenza.

Fissare una deadline, o scadenza, è cruciale. Non per forza gli obiettivi dovranno avere la durata di un intero anno. Alcuni di essi potranno esaurirsi già dopo qualche settimana, altri avranno bisogno di un tempo maggiore per essere completati.

Avere un’idea di scadenza ci ricorda che lo sforzo impiegato non durerà per sempre. Il percorso richiederà necessariamente della fatica, ma presto o tardi potremo godere del panorama.

6. Ultimo ma non meno importante, consideriamo gli imprevisti e le possibilità di insuccesso.

Se qualcuno ha mai intrapreso un cammino in montagna, saprà che non possiamo pensare di approcciarci al sentiero tortuoso senza considerare la possibilità di incontrare buche, salite, ruscelli da attraversare.

Dobbiamo prevedere la necessità di una sosta per rifocillarci e abbeverarci, recuperando energie prima di proseguire il percorso. Allo stesso modo è indispensabile contemplare la possibilità che qualcosa non vada esattamente come abbiamo previsto.

Perché i buoni propositi falliscono?

Concretizzare quanto abbiamo pianificato non è semplice, siamo gentili con noi stessi e riconosciamo la difficoltà di mantenere costante l’impegno.

Nel caso in cui dovessimo arrancare, consentiamoci la possibilità di prenderci una breve sosta, o rivedere gli obiettivi intermedi, adattando il nostro percorso al momento in cui ci troviamo. Gli imprevisti e le difficoltà ci insegnano a rendere funzionali gli obiettivi alle nostre esigenze.

Chi potrebbe aiutarci a individuare e realizzare i buoni propositi del nuovo anno.

Focalizzare i desideri e i cambiamenti che vogliamo intraprendere nei mesi futuri può non essere semplice. Inoltre, perseguire i nostri propositi e al contempo continuare le attività quotidiane richiede un investimento di energie notevole. 

Vivere un cambiamento può far nascere sensazioni ed emozioni intense. É importante riconoscere a noi stessi che non siamo tenuti ad affrontare questi momenti da soli. Sempre più abbiamo la possibilità di condividere i nostri vissuti, i desideri, le idee e le emozioni in uno spazio a noi dedicato. 

Affidarci a un professionista che sappia affiancarci lungo tutto il percorso, dalla focalizzazione degli obiettivi alla loro realizzazione, potrebbe essere il primo passo di una crescita personale. 

Chiedere aiuto a un professionista della salute mentale significa infatti riporre le nostre esperienze in mani accoglienti e salde.

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